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Panoramica Torce Frontali


 Budda    30 Dec 2016
 Guida    Guide

Una torcia frontale è una tipologia di torcia che non deve mancare nella collezione di un appassionato, ma sopratutto, nella dotazione di un utilizzatore.

Rispetto a una torcia lineare, che si utilizza tenendola in mano, una frontale possiede alcuni vantaggi pratici:

  • consente di avere entrambe le mani libere, siano esse più utili per effettuare dei lavori, oppure si possono tenere al caldo nelle tasche durante la stagione invernale,
  • permette di orientare istintivamente la luce ove viene puntato lo sguardo,
  • si può utilizzare per diverse ore consecutive senza stancare le mani,

Generalmente, una volta acquistata la prima torcia frontale di qualità, si finisce per utilizzarla nei compiti che prima venivano svolti senza. In particolare, nel fai da te, nei lavori di "minuteria" (come sistemare qualcosa all'interno di un computer, moddare una torcia), e anche in lavori più grossolani dove un'illuminazione di qualità facilita lo svolgimento del compito.

Una torcia frontale permette in moltissime situazioni di avere luce di qualità.

In sostanza, una buona frontale semplifica la vita.

Quando parlo di luce di qualità mi riferisco al fascio, e in particolare a:

  • tipologia di fascio e sua pulizia,
  • tinta.

In base al fascio della frontale, distinguo:

  • Quelle composte da un fascio tradizionale, dotato di spill e spot definito (come la zebralight H600, Skilhunt H02R, H03R), ottenuto con l'utilizzo di un riflettore. La presenza dello spot, cioè di luce concentrata, permette alla luce di arrivare più in profondità. Queste torce sono quindi dotate di più tiro e di un fascio generalmente più stretto delle altre. Lo spot, che in questi modelli è ben definito, rende scomodo l'utilizzo a brevi distanze poiché l'occhio risulta abbagliato dallo spot molto intenso, e tende a chiudersi, diminuendo la percezione visiva sopratutto a livello dello spill, meno luminoso. Se volete provare questo effetto provate a leggere un libro, illuminandolo con una normale torcia dotata di riflettore da breve distanza.
  •  Quelle completamenti flood (come le Zebralight H302, 502, 602, 603), dove c’è la luce emessa dal led non subisce nessuna focalizzazione, e quindi il fascio è costituito solamente da un ampio spill. L'assenza dello spot, cioé di una porzione di luce focalizzata, ne causa la sua dispersione entro brevi distanze. Possono essere usate da pochi centimetri a qualche metro (perché la luce non è focalizzata e lo spazio di luce utile illuminato è di pochi metri). Per l'elevata dispersione della luce, queste torce devono spesso essere utilizzate a output alti, più alti di quelli di torce con differente fascio nello stesso scenario di utilizzo.
  • Quelle composte da un fascio intermedio, in cui la distinzione tra spot e spill è molto meno netta e più sfumata. Questo tipo di fascio è ottenibile con ottiche (Armytek Wizard, Skilhunt H02 H03 e H03F), lenti frosted (Zebralight H600F) o diffusori. Lo spot è reso più “morbido” e allargato, risulta più utilizzabile nelle brevi distanze, e possono essere usate a  distanze fino a qualche metro in più rispetto alle torce completamente flood poiché la luce risulta comunque maggiormente focalizzata. Le torce con ottiche TIR hanno ancora “tracce” di hotspot e il suo angolo dipende dalle caratteristiche dell’ottica.

Vediamo qualche fotografia comparativa:

  • Torcia frontale munita di riflettore, con spot ben definito

 

 

Stessa torcia frontale munita di riflettore con aggiunta di diffusore

 

 

Tra le due immagini si vede bene come lo spot risulti meno intenso, sia perché la sua luminosità è diminuita, sia perché si "spalma" su una superficie più ampia. Anche lo spill aumenta di ampiezza.

Stessa torcia, privata di riflettore e diffusore, munita di ottica TIR flood "a occhio di mosca"

 

 

Anche qui l'effetto è simile a quello del diffusore, lo spot diventa meno netto e tende a fondersi con lo spill.

Qui qualche fotografia d'insieme

 

 

Con uno scatto sottoesposto risulta ancora più evidente la differenza a livello di focalizzazione dello spot tra riflettore (H600) e ottica TIR "a occhio di mosca" (tutte le altre).

 

 

Qui uno scatto di una frontale completamente flood, senza riflettore. Si noti l'assenza di alcuna imperfezione o artefatto nel fascio.

 

 

Una torcia del genere posso orientarla in modo da far arrivare il fascio ai miei piedi ed illuminare il mio piano di camminata, senza la comparsa di spot (definito o sfumato).

 

 

Cosa che invece si vede chiaramente in questa GIF, relativa ad una torcia munita di riflettore: più inclino la torcia per portare lo spill ai miei piedi, e più appare lo spot, più intenso e più vicino. Anche in questa condizione lo spot tende ad abbagliarmi (a far chiudere la pupilla), diminuendo la percezione di luce illuminata dallo spill.

 

 

Non credo che uno di questi fasci sia superiore ad un altro. Quindi nessun "quale è la miglior frontale?".

Inoltre, è possibile utilizzare torce lineari grandi, ingombranti, pesanti, magari funzionanti con più batterie; ma non ci si può mettere in testa una TM16GT.

L'alimentazione della torcia frontale è il fattore principale che determina la dimensione della torcia. Torce frontali piccole e leggere sono più comode da usare, tanto che ci si può dimenticare di averle in testa a lavoro finito. Tuttavia, una torcia frontale piccola sarà probabilmente dotata di una batteria piccola, e quindi con scarsa capacità e/o non in grado di alimentare il led della torcia al massimo delle sue possibilità. Unendo questa caratteristica, con il fatto che le frontali, specialmente quelle più flood, tendono a farci utilizzare livelli con output superiori a quelli che si usano normalmente su torce con altro tipologie di fascio, significa che se si vuole un prodotto con autonomia e potenza, si debba considerare un modello alimentato da 18650.

Ad esempio:

  • quando vado a correre, so che potrò utilizzare la H1R (dotata di batteria RCR) al livello da 180 lumens e permettermi di usare il turbo ogni tanto... se l'attività non sarà superiore all'ora; se invece dovesse protrarsi per più tempo dovrei moderare l'uso del livello da 180 lumens, preferendo quello inferiore da 60.*
  • quando vado in bici 180 lumens sono troppo pochi per quelli che sono i miei percorsi, e so che avrò bisogno di almeno 300-500 lumens per diverse ore, con frequenti utilizzi del livello turbo. Quindi devo ripiegare su una frontale alimentata da 18650, e utilizzare una 18650 ad alta capacità.

*= con questo esempio voglio sottolineare l'importanza della spaziatura dei livelli. Più livelli ci sono in una torcia e più possiamo trovare quello adatto alle nostre esigenze, risparmiando batteria ed evitando di essere abbagliati o di non avere luce sufficiente

Nel primo caso, nonostante l'accoppiata torcia batteria H1R assolva il compito egregiamente, dovrò ricordarmi di ricaricare prima di ogni utilizzo completamente la batteria; se invece utilizzassi una torcia alimentata da 18650, potrei evitare di ricaricarla prima di ogni utilizzo dato che sono nei margini di "sicurezza"; oppure se io la utilizzo già a partire dal mattino come luce di cortesia, o come frontale nel mio lavoro, potrò arrivare a sera senza necessità di cambi batterie o di ricariche parziali (ammesso che l'utilizzo non sia così estensivo ai livelli alti).

Ad esempio, a 180 lumens la H1R dura 1h 40 minuti, mentre la H603C (che utilizza batteria più capiente ma un led molto meno efficiente di quello della H1R), a 163 lumen dura 5h 40', quasi 3 volte e mezza; oppure 280 lumens per 3h 45 minuti.

Vi sono in commercio alcuni modelli che funzionano con più celle, e queste sono poste in un portabatterie collegato alla "testa" della torcia, che ospita il driver e il led. A seconda della lunghezza del cavo e della dotazione, il portabatterie può essere posizionato sul retro della fronte (sempre agganciato alla fascia della frontale), oppure clippato a del tessuto, o alla cintura. Questa sistemazione permette di avere maggior autonomia, e alleggerire la testa dal peso delle molte batterie, e di diminuire l'effetto negativo del freddo sulle batterie. Tuttavia gli ingombri aumentano, e il costo pure. Un modello particolarmente interessante appartenente a questa categoria, era la Spark SX5, che aveva diversi portabatterie in modo da poter funzionare con diversi tipi di batterie (AAA, AA, 18650, 26650) e di un cavo particolarmente lungo (80 cm). Purtroppo la torcia non è più in produzione.

Ci sono diversi scenari di utilizzo (breve distanza, media distanza, lunga distanza) che richiedono diversi tipi di fascio, su cui si innesta la preferenza degli utenti, anche a livello di tinta.

Grazie a: AntoLed per i consigli sulla fotocamera e per la fotocamera.